Internet è un posto davvero pericoloso. E intendo, davvero pericoloso.
Non so come, oggi stavo navigando e sono capitata sul sito dell'Edicola Fabbri.
Non so come è accaduto, ma mi sono ritrovata a cliccare su "ordina" (giuro che non sapevo quello che stavo facendo!)
E in meno di 60 secondi mi sono trovata a ordinare
1 - "I promessi sposi" (di Sandro Bolchi, con Nino Castelnuovo e Paola Pitagora)
2 - "Oblomov" (con l'affascinante/stupendo Alberto Lionello - chi è? Ah, già, scommetto che voi conoscete solo la figlia che recita in una di quelle orrende fiction sui R.I.S./carabineri/anatomo-patologi e cagate varie che evito come la peste)
3 - "Resurrezione"
4 - qualcosa che non ricordo.
E il bello del sito della Fabbri è che non ti dà neanche la possibilità di rivedere il tuo carrello (come su Amazon).
Ho ordinato e basta, senza possibilità di pentimento.
Già immagino la scena: "C., c'è un pacchetto alla posta e ci sono 77,50 Euro da pagare, è un errore vero?"

Ho una sorta di amore/odio per la pubblicità. Da un lato, adoro le pubblicità degli anni '70 perché mi riportano indietro nel tempo. Dall'altro, non sopporto la bulimia pubblicitaria di oggi, fatta di spot tutti uguali, insopportabili, dove è davvero difficile distinguerne uno dall'altro.
I pubblicitari li vedo come i sacerdoti di questa religione del marketing, del commercio e del denaro.
Però devo ammettere che - a volte - la loro creatività è davvero sorprendente.
In tempi di crisi, pare che la Fiat stia riprendendo quota. E a me piace pensare che sia tutto merito di questo bambino:
Non dimenticherò mai quel giorno del 1992. Ero in un ufficetto di via Cadore (il mio primissimo lavoro) e ascoltavo, come al solito, Radio Popolare.
A un certo punto, viene presentata un'intervista in diretta in studio. E chi era l'intervistato? Con mia grandissima sorpresa, Jovanotti.
Per chi non se lo ricordasse, Jovanotti, allora, non era l'alternativo (pseudo)impegnato che è adesso. Era un ragazzotto imberbe, che cantava canzoni assai cretine, aveva partecipato a Sanremo e cantava "Ciao mamma guarda come mi diverto".
Insomma, uno che avresti preso a sberle molto volentieri, invitandolo ad andare a lavorare in miniera. 
Ora, questo giovanottone imberbe e un po' scemotto, era a Radio Popolare. E io mi chiedevo "Ma che cavolo ci fa? Sono impazziti a Radio Pop?".
E invece no. Era l'inizio della strategia di "sdoganamento" di Jovanotti. In poco tempo, cominciò a mettere sonorità etniche nei suoi dischi, si fece crescere la barba, fino a diventare l'artista pseudo-alternativo che è adesso.
Ora, temo che la stessa cosa stia per accadere a Fiorello.
Premetto che ODIO Fiorello con tutte le mie forze. E' esattamente il tipo di persona dalla quale scappo di solito, ovvero, l'animatore del villaggio, sbruffone e piacione. Esiste una persona più insopportabile dell'animatore, simpatico e figo a tutti i costi? No.
A volte, dichiarare il mio odio per Fiorello mi è anche costato delle amicizie. Incontravo persone (anche sinceri democratici, di sinistra) si parlava di televisione, di radio, ed ecco che alla domanda "Ti piace Fiorello?" io rispondevo "No, non lo sopporto". E l'interlocutore, inevitabilmente, mi guardava come una che ha un grosso problema.
"Non ti piace Fiorello?"
NON E' POSSIBILE. GUARDA CHE E' BRAVO. E' SIMPATICO. E' FORTE.
Non me ne frega niente. Non mi piace e non ci posso fare niente.
Bene, qualche settimana fa, siamo andati a vedere la presentazione del bellissimo video "Effedià, sulla mia cattiva strada" su Fabrizio De André. A un certo punto del video, compare lui, Fiorello. Io trattengo un moto di insofferenza. Lui, che già immaginava il tipo di pubblico che sarebbe andato a vederlo, subito si schermisce "Non andate via.... , lo so che appena mi vedete, andate via". 
Nel video, canta una terribile versione di "Bocca di rosa", talmente imbarazzante che si spera che finisca subito.
Ma - a un tratto - mi viene un dubbio. Non è che per caso questo è l'inizio dello SDOGANAMENTO DI FIORELLO, da parte della sinistra, come avvenne per Jovanotti? 
Ai posteri, l'ardua sentenza.
Negli spot televisivi si può mostrare di tutto.
Assorbenti, pannolini, finta pipì e pupù, water, lavandini ingorgati con capelli e altre cose innominabili (anche all'ora di pranzo).
Ma c'è qualcosa che - almeno alla televisione italiana - non si può mostrare.
Avete mai visto gli spot di MacDonald? A un certo punto, una bella ragazza, per dimostrare quanto siano buoni gli hamburger, addenta vorace un panino ripieno.
Solo che - se guardate bene - vi accorgerete che la fanciulla in questione non addenta proprio un bel niente. Anzi, addenta un bel po' di aria, facendo finta di mangiare.
Perché non si può mostrare una bocca che mastica un panino? Sarebbe disgustoso? Poco telegenico? Mah.......
Non so a voi, ma a me la cosa sembra un po' ridicola.
Premetto che odio le fiction e che l'ultimo sceneggiato (si chiamavano così, allora) devo averlo visto 20 anni fa (forse era "Brideshead Revisited").
Ebbene, fatta questa premessa, facendo zapping ho beccato 5 minuti della fiction su Paolo VI. E mi vengono in mente 3 domande:
1) Perché l'attore che impersona Paolo VI ha sul viso così tanto cerone che sembra una statua di cera semovente?
2) Perché parla con l'improbabile accento di un'improbabile regione italiana, tanto da sembrare un comico del Bagaglino?
3) E, infine, come mai in queste fiction su santi e papi, ci si aspetta che da qualche parte sbuchi il micino dello spot della Barilla e che parta la musica di Vangelis?
Uhm.................
Zia: sai, sono preoccupata.... mi dispiace non per noi, ma per i nostri nipotini.... poverini....
Cattivissima: per che cosa? 
Zia: sai, hanno detto che fra qualche anno.... GLI STRANIERI IMMIGRATI COMANDERANNO SU DI NOI......
Cattivissima. Ah sì, e chi l'ha detto?
Zia: La televisione!
Cattivissima: Oh, zia.........
