Una delle cose più interessanti sul Cavaliere l'ha detta - a sorpresa - la direttrice di Novella 2000.
Durante una puntata di "Porta a porta", nel pieno dello scandalo Noemi-escort, Candida Morvillo ha detto: "Dobbiamo tenere conto che Berlusconi è nato nel 1936. Quindi è un uomo che si è formato negli anni '50; il suo mondo è quello degli anni '50".
Ed è vero. E' solo così che si spiega la sua concezione della donna. Per lui la donna deve avere solo una funzione decorativa, se poi è intelligente è meglio, ma è solo un accessorio in più.
Per lui il femminismo, la liberazione della donna, e tutto quel che ne consegue, non sono mai esistiti.
Eppure, nonostante questa giustificazione, non smetto di stupirmi della sua volgarità (vedi offesa a Rosy Bindi). Se non bastasse, ha pure rubato la battuta a Sgarbi (dubito che sarebbe stato in grado di concepirla da solo).
Ma quest'Italia dove le donne lavorano, sono imprenditrici, spesso hanno posti di responsabilità come e più degli uomini, sono infaticabili e si dividono fra casa, lavoro e figli, merita davvero un premier così?
p.s. Del resto, non era lui che diceva che - per risparmiare - le donne dovevano fare come sua madre: ovvero fare il giro del lato destro del mercato e poi del lato sinistro, alla ricerca del prezzo migliore. Ma ha idea di cosa fanno le donne italiane? Pensa davvero che abbiano tempo da sprecare così?
Se c'è una cosa che mi fa impazzire, è capire perché una buona fetta di Italiani vota il Mobiliere di Arcore.
Non riesco davvero a capirlo.
Fin dal suo esordio in TV, rigido come un manichino, con i libri finti alle spalle, la calza davanti alla telecamera per nascondere le rughe, il sorriso a 32 denti, era chiaro che era finto. Finto come una borsa di Louis Vuitton sulla bancarella del mercato. Finto come un braccialetto di brillanti trovato nell'uovo di Pasqua. Finto come il naso di Michael Jackson. Insomma, finto.
Eppure, gli italiani lo votano. Ma non riesco a capire perché.
Ho provato a fare un piccolo sondaggio fra i miei conoscenti.
La Piccola Razzista lo ama perché lei ha due o tre case e lui le ha tolto l'ICI.
L'Innamorato lo vota perché ha detto "che non avrebbe messo le mani nelle tasche degli Italiani." E poi, lui è innamorato del Mobiliere, quindi non fa testo.
Mrs. Cretinetti, tornata da qualche tempo nel nostro ufficio (forse grazie anche al fatto che è la moglie dell'autista di uno dei Grandi Capi) lo vota perché lei è milanista e una volta ha pure stretto la mano a Seedorf.
Poi, càpita che ci siano anche persone di media cultura, magari diplomate, o persino laureande o laureate, che fanno capire - tra le righe - di averlo votato. Lo fanno capire, perché non lo dicono mai chiaramente. Forse se ne vergognano, fatto sta che ben pochi (tranne l'Innamorato) hanno il coraggio di dichiarare di votare per lui.
Insomma, le persone più ragionevoli, quando chiedo loro perché lo votano o lo voterebbero, tirano sempre fuori la stessa motivazione:
DALL'ALTRA PARTE NON C'E' NIENTE. 
OK, forse non hanno tutti i torti. E' vero che l'opposizione di centro sinistra è debole come un'ameba con l'influenza suina, ma da qui a votare il Mobiliere, ce ne corre.
Neppure gli ultimi disgustosi, ridicoli scandali sembrano scalfire il suo fascino. Neppure il fatto che frequenti minorenni, escort, che in un momento di gravissima crisi per gli Italiani non abbia di meglio che organizzare mega-feste nella sua splendida villa in Sardegna, neppure questo fa incazzare gli Italiani.
Se almeno avesse governato in modo impeccabile, avesse fatto leggi per aiutare le imprese, o per risolvere la grave crisi delle abitazioni, beh, qualche peccatuccio magari glielo si potrebbe perdonare. E Invece no. Non ha fatto nulla di nulla, tranne negare sfacciatamente che eravamo in crisi.
Beh, forse a dire il vero qualcosa per gli Italiani l'ha fatta. Per esempio, si guarda bene dal combattere l'evasione fiscale. Oppure dal perseguire chi porta i capitali all'estero.
Insomma, non riesco davvero a spiegarmi come un uomo del genere possa avere il consenso degli Italiani. E quando mi si dice "Dall'altra parte non c'è niente" io penso che è come dire "Mangio la cacca perché il budino è andato a male".
Ditemi quello che volete, ma io la cacca non la mangerò, sorry, voterò, mai.
M.: non ci vado più a fare la spesa da sola.
Cattivissima: perchè?
M.: perché oggi ho visto un rom per la strada, ho paura sai?
C. Ma quella strada di solito è sicura, ci sono anche i vigili.....
M.: no, no, è pericolosa.
C.: ma era l'una di giorno... Stavano smontando il mercato..... sei paranoica. Guardi troppi telegiornali.
M.: ma che paranoica. Avevo paura.... sono scappata.
C.: ah, sì? E che ti ha fatto?
M.: niente, ma mi guardava.
C.: ah.... e tu che facevi?
M.: Lo guardavo......
C. Forse lui ti guardava perché tu lo guardavi.... e viceversa. Ma insomma, ma ti ha detto qualcosa? Si è avvicinato? Forse voleva chiederti l'elemosina.
M.: no, non ha fatto niente, ma lo so che mi voleva scippare. Aveva la faccia di uno che mi voleva scippare. 
Ebbravo Bossi (2). E complimenti a tutti i tiggì.
Sala d'aspetto di un ambulatorio specialistico di unospemilanese.
Il corridoio è pieno di gente, in paziente attesa. Molti sono anziani.
Una degente attende seduta da tre quarti d'ora che un'infermiera la venga a prendere per riportarla in reparto. Ma nessuno arriva.
Arriva un'altra infermiera con una ragazzina sui 14 anni. L'infermiera e la ragazzina si siedono accanto alla degente. Tutti sono in silenziosa e paziente attesa. Ogni tanto il silenzio è rotto da un colpo di tosse.
A un tratto, una paziente sbotta:
"Ma io non capisco. Quella signora è lì che aspetta da un'ora e adesso è arrivata l'infermiera con la ragazzina. Perché la signora aspetta l'infermiera e la ragazza invece no? Quasi quasi che sono trattati MEGLIO LORO DI NOI"
La ragazzina è piccola, carina, ma leggermente, come dire? Abbronzata. Anzi, forse è proprio extracomunitaria.
Io mi incazzo e non mi trattengo.
Le urlo: "Ma cosa c'entra? La ragazza è di un altro reparto. La procedura è questa, ognuno deve aspettare l'incaricato del suo reparto. E poi, non siamo tutti UGUALI? Extracomunitari e non? Ma lei è cattolica? Lo sa che Gesù ha detto che siamo tutti uguali?"
La signora, nonostante dimostri più di 70 anni, si alza con insospettato vigore. "Ma io non ho mica detto questo" (vedo che la Berlusconite, malattia che fa smentire ciò che si è detto un minuto dopo, è proprio contagiosa). E intanto agita minacciosamente una mano.
Mia madre pensa che voglia mollarmi un ceffone, e allora dice in fretta: "Ma no, mia figlia ha sbagliato.... non si è spiegata bene".
Io insisto: "No, no, abbiamo capito tutti bene. Cosa c'entra che la ragazzina non è italiana? Non siamo tutti uguali?"
L'infermiera che accompagna la ragazzina mi chiede di lasciar perdere, perché così la ragazza si sente umiliata. "No, no" dico io "queste cose bisogna dirle forte e chiaro".
Io guardo la ragazzina, che mi lancia un sorriso comprensivo. Capisce che la sto difendendo contro la stupidità di questa gente con la testa imbottita dalle stronxate di Bossi.
Qualche testa si alza, ma nessuno commenta. Ebbravo Bossi.
A scanso di equivoci, chiarisco subito che penso che Berlusconi sia l'essere più immondo, ignorante, malfattore, volgare, ridicolo, maschilista, immorale (sotto tutti i punti di vista, non solo per le ultime vicende) del mondo.
Che non esita ad approfittare di un dramma come il terremoto per farsi uno spot elettorale completamente gratis. Che nega la crisi e continua a ridere come se nulla fosse.
Un ridicolo parvenu che parla di se stesso in terza persona e usa l'espressione "il sottoscritto", come un mobiliere di Lissone (senza offesa per i mobilieri). Uno che, senza Craxi, senza l'aiuto delle banche e senza il duopolio RAI-Mediaset che gli assicura entrate pubblicitarie per miliardi, sarebbe già fallito mille volte.
Detto questo, io invidio i Berlusconiani.
Perché loro, almeno, sono innamorati del loro leader. Possono ritrovarsi nelle piazze e urlargli tutto il loro amore sconfinato. Anche se racconta barzellette orrende, anche se si mette il fondotinta, anche se si fa tre liting all'anno.
Anche se è un maschilista disgustoso, fa figuracce ridicole in consessi internazionali, corre dietro alle ragazzine e palpa il sedere alle donne politiche in diretta TV.
L'amore è cieco, si sa.
Anche io vorrei potermi fidare ciecamente del mio leader. E gridargli "magico"! E abbandonarmi con fiducia a lui.
E invece ci tocca avere Franceschini. Che è intelligente, simpatico, è anche un bell'uomo, a volte gliele canta pure, ma - se va bene - riuscirà (spero) a farci riguadagnare qualche punto alle Europee.
Beati i berlusconiani.
Milano, metrò linea verde, 8.30 circa.
Mi siedo accanto a una ragazzina dall'aspetto mite, sui 16 anni, con le cuffiette obbligatorie del suo I-Pod nelle orecchie. Sono immersa nella lettura del giornale.
Squilla il cellulare della ragazzina.
- "Pronto? Ciao.... ti volevo dire, sai la bionda? Quella che prende il pullman. Mi devi dire dove abita e come si chiama.
Sì, perché eravamo sul pullman, io la guardo, lei mi guarda e mi fa il gesto col dito medio. Io GLI ho detto "Vaffanculo, che cazzo vuoi?" E lei: "Che cazzo vuoi tu?"
Poi non mi faceva scendere, allora le ho detto spostati, e lei mi ha preso a manate. A manate, hai capito?
Mi devi trovare dove abita e come si chiama. Hai capito? Ciao, ciao!"
Io alzo lo sguardo dal giornale, e incontro lo sguardo un po' preoccupato di qualche altro passeggero. Siamo sconcertati. Ma nessuno ha il coraggio di parlare.
La ragazzina chiude la conversazione e, ignorando completamente gli sguardi di noi adulti, prende lo zainetto.
La mite ragazzina - dopo avere ordinato quella che aveva tutta l'aria di una spedizione punitiva - esce come se nulla fosse.
p.s. Ah, dimenticavo, la suoneria del cellulare era "FACCETTA NERA".
Grazie a sofisticatissime elaborazioni effettuate da esperti di computer graphic dell'Università di Berkeley, California, siamo in grado di svelarvi, in anteprima mondiale, come sarà il volto del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a furia di interventi di chirurgia plastica per dimostrare i 32 anni che si sente:
DOPO
![spock[1]](http://files.splinder.com/86333d6017a7f790a4f0113a94dea9c3.jpg)
C'era una volta un Paese assurdo, chiamato Italia.
I più non se ne ricordano, perché questo Paese è stato cancellato dall'onda di uno Tsunami, molti millenni fa. Eppure, questo Paese incredibile esisteva davvero.
In questo Paese, esisteva un animale chiamato "Pachiderma RAI". Era un animale famelico, che trangugiava soldi a tutto spiano e che ogni tanto fingeva di lottare contro il Mostro Mediaset, ma in realtà si mettevano d'accordo su come spartirsi pubblicità e spettatori.
In questo mitico Paese, c'era una specie di guardiano del pachiderma RAI, detto anche Commissione di Vigilanza. Occorreva nominare il presidente di questa Commissione, ma i nobiluomini, riuniti intorno alla tavola rotonda, non riuscivano a mettersi d'accordo.
I nobiluomini di sinistra volevano nominare l'Orlando Furioso, ma al Cavaliere non piaceva, in quanto amico del Bifolco di Pietro e, quindi, eversivo. Così, non riuscendo a mettersi d'accordo, i nobiluomini di sinistra e quelli di destra rimanevano pietrificati, in una sorta di incantesimo.
Tutti i giorni veniva nominato il consesso dei nobiluomini, ma essi venivano presi da paralisi istantanea ogni qualvolta volevano riempire la scheda con il nome da votare.
Poi, un giorno, non si sa come, l'incantesimo svanì e venne votato Messer Villari. I nobiluomini si svegliarono d'un tratto dal torpore. Si ritrovarono con un presidente, ma, nonostante l'avessero votato essi stessi, si accorsero che NON LO VOLEVANO!!! 
Si guardarono l'un l'altro pieni di meraviglia. Chi l'aveva votato? Babbo Natale? Biancaneve? I sette nani? Tutti si guardavano con sospetto. Forse una strega aveva versato un malefico intruglio nei loro beveraggi? Forse il mago Merlino aveva usato un altro dei suoi incantesimi?
D'un tratto, si accorsero che non era Messer Villari che volevano, bensì il Nonno Zavoli, come presidente.
Lui sì che sarebbe stato un bravo presidente!
Così decisero che Messer Villari se ne doveva andare. Certo, era un uomo valoroso, eppure doveva abbandonare lo scranno. Provarono a staccarlo dall'ambito trono, ma non ci riuscirono.
Pensarono di avvelenarlo, gli misero una rana nel cassetto per farlo spaventare, minacciarono di radiarlo dal Club del tressette: nulla da fare. Il suo augusto sedere sembrava magicamente incollato: Messer Villari continuava strenuamente a difendere il suo posto e annunciava azioni legali.
Provate a spiegare a uno straniero il caso Villari in non più di 100 parole.
Cercate di non ridere mentre lo fate. 